Auschwitz, Francesco Guccini

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27 JANUARY 1945 : Liberation of Auschwitz
“Guccini wrote and sung the terrible and emblematic story of a nameless child who was killed and burnt in the most notorious of all Nazi lagers (January 27, the day the prisoners of Auschwitz were set free by Russian troops, has been universally proclaimed the day of memory for all times to come). A story which stands as a symbol for the other six millions of victims of Hitlerian horror; but it should be pointed out that Guccini does not just condemn Nazism, but also express his condemnation for any war and, probably and explicitly, for the Vietnam war which was then being fought.”

[P. Jachia, Francesco Guccini, Editori Riuniti, Rome 2002, p. 25].

Auschwitz è una canzone scritta da Francesco Guccini.Francesco Guccini
In seguito verrà poi tradotta in inglese da Tommy Scott e riproposta nel 1967 dall’Equipe 84.
Molti anni dopo verrà incisa un’ulteriore traduzione in inglese dal cantautore statunitense Rod MacDonald, nell’album “Man on the Ledge” del 1994.

“Guccini scrive e canta la storia terribile ed emblematica di un anonimo bambino morto e bruciato nel famigerato campo di sterminio nazista (il 27 gennaio, data della liberazione dei prigionieri di Auschwitz, è stato proclamato universalmente e perennemente giorno del ricordo e della memoria). Una storia-simbolo delle altre sei milioni di vittime dell’orrore hitleriano, ma è da rimarcare che Guccini non si limita alla condanna del nazismo ma allarga la sua condanna a ogni guerra e allude probabilmente al dramma della guerra in Vietnam, allora in corso.”
[P. Jachia, Francesco Guccini, Editori Riuniti, Roma 2002, p. 25].

Qui la versione cantata da Guccini e dai Nomadi.

Son morto con altri cento
Son morto ch’ero bambino
Passato per il camino
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz c’era la neve
Il fumo saliva lento
Nel freddo giorno d’inverno
E adesso sono nel vento,
E adesso sono nel vento.

Ad Auschwitz tante persone
Ma un solo grande silenzio
È strano, non riesco ancora
A sorridere qui nel vento,
A sorridere qui nel vento

Io chiedo, come può un uomo
Uccidere un suo fratello
Eppure siamo a milioni
In polvere qui nel vento,
In polvere qui nel vento.

Ancora tuona il cannone,
Ancora non è contenta
Di sangue la belva umana
E ancora ci porta il vento,
E ancora ci porta il vento.

Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.

Io chiedo quando sarà
Che l’uomo potrà imparare
A vivere senza ammazzare
E il vento si poserà,
E il vento si poserà.

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